giovedì 21 gennaio 2010

Avatar

AVATAR

 

Titolo originale : Avatar
Paese : USA
Anno : 2009
Durata : 162 min
Genere : Fantascienza
Regia : James Cameron
Attori : Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver

 

 

di Rorschach


Torna sul grande schermo James Cameron, e lo fa con un film di fantascienza, ben 18 anni dopo Terminator 2.
Dopo aver firmato la regia di quel sbanca-botteghini che fu Titanic, il regista canadese è sparito dalle scene hollywoodiane, dedicandosi invece alle serie TV (Dark Angel) e alle sceneggiature (Strange Days).

Ora, dopo Terminator 1 e 2, Aliens, Abyss, Cameron firma nuovamente la regia di un film di fantascienza, e lo fa con una sola intenzione: segnare uno spartiacque nella storia del cinema.

Ladies and gentlemen, il film più discusso, atteso, pubblicizzato e (molto probabilmente) visto della storia del cinema, il primo film (non di animazione) interamente in 3D  : Avatar!

Un film che nasce quindici anni fa, quando Cameron stese lo script, ma poi decise di non produrlo in quanto riteneva la tecnologia dell'epoca insufficiente (e ancora molto costosa) per poter girare il film. Una decisione che produsse non poche polemiche nell'ambiente del cinema, in quanto film come Jurassic Park avevano dimostrato le potenzialità dell'animazione computerizzata.
Ma il regista canadese voleva di più, voleva una tecnologia che non solo gli permettesse di creare personaggi e ambienti alieni (grazie allo sviluppo del motion-capture), ma che comunicasse allo spettatore anche un senso di profondità: la tecnologia tridimensionale.
Il perché può capirlo chiunque abbia visto il film.

La trama di Avatar è molto semplice: nel XXII secolo una compagnia interplanetaria terrestre vuole colonizzare un lontano pianeta (in realtà è una luna di un gigante gassoso) del sistema Alpha Centauri, allo scopo di estrarre un preziosissimo minerale.
Le difficoltà derivano sia dall'atmosfera del pianeta, nocivo per gli esseri umani, sia per una popolazione indigena che si ribella ai piani di estrazione della compagnia: i Na'Vi.
Al fine di cercare un dialogo con gli alieni indigeni, gli scienziati della compagnia sviluppano una sorta di ibrido (fattezze Na'Vi con elementi umani) a cui gli scienziati possono collegarsi tramite una interfaccia mentale (da qui il titolo del film). Uno di questi avatar viene affidato a un ex marine paraplegico, Jack Sully, fratello di uno scienziato morto in un incidente, e quindi compatibile con l'avatar creato dal congiunto.


La missione di Sully è duplice: da un lato cercare di instaurare un dialogo con i Na'Vi per raggiungere un accordo economico sullo sfruttamento del pianeta; dall'altro fornire indicazioni tattiche nel caso si debba ricorrere a un'azione militare per occupare l'Albero Vita, l'insediamento Na'Vi che sorge sul maggior giacimento di Pandora.


All'inizio Sully si attiene agli ordini, ma ben presto resterà ammaliato dalla società Na'Vi e dal suo legame con Pandora, fino a legarsi con l'aliena Neytiri e a divenire membro della tribù. 
Quando arriverà il momento dello scontro tra umani e Na'Vi, Jack Sully dovrà decidere con quale specie schierarsi, e la sua decisione segnerà il destino di un mondo.

 

Questa in soldoni la trama, che di per sé risulta un po' banalotta: lo scontro tra umani e alieni, l'esaltazione di un panteismo naturalistico contrapposto al materialismo, perfino l'inversione dei ruoli (alieni buoni/esseri umani cattivi) non è una novità nel cinema SF (vedi i vari Cocoon e ET).
I personaggi (umani) risultano un po' stereotipati, con il militare fanatico che cerca la "guerra preventiva", il dirigente che calcola tutto in termini di profitto, la scienziata che cerca di salvare il suo progetto a tutti i costi.
La stessa  battaglia tra umani e Na'Vi tanto pubblicizzata dal trailer dura un po' più di mezz'ora, su quasi tre ore di film.

Perché quindi un successo così clamoroso? Perché la gente, quando esce dal cinema, trova
difetti, commenta parti che non ha apprezzato, ma lo fa sorridendo?
Perché nelle due ore a passa che precedono la battaglia James Cameron ci descrive la bellezza di un popolo alieno e del suo mondo, Pandora.

 

Lo spettatore, grazie anche alla tecnologia 3D, si ritrova catapultato in un mondo fatto di montagne volanti, alberi giganteschi, foreste luminose,animali usciti direttamente dai sogni (o dagli incubi), cieli su cui domina un pianeta gigante; man mano che passano i minuti inizia ad apprezzare il popolo dei Na'Vi, la loro cultura, la grazia con cui si muovono in un ambiente ostile, il loro rapporto empatico con un pianeta che alla fine risulta essere un unico ecosistema senziente.

Questo secondo me il segreto del successo di Avatar: la realizzazione di un mondo che faceva parte solo dei nostri sogni, e che ora possiamo contemplare con una chiarezza e un realismo tali da faticare a considerarlo un prodotto di fantasia. La sensazione che domina alla fine del film è l' euforia per aver visto la realizzazione dei propri sogni, una Neverland che fin da bambini immaginiamo di esplorare, e il rammarico di quanto sia grigia la realtà quotidiana a cui torniamo.

Un film da vedere al cinema.
E in 3D.

mercoledì 11 novembre 2009

Libri: Consigli e Sconsigli degli ultimi mesi

Libri

Consigli & Sconsigli

(degli ultimi mesi)

Lo ammettiamo, ci siamo presi una lunga pausa di riflessione. Ma non ci è passato nemmeno per un attimo per la testa di chiudere L’Arca, anzi… Semplicemente abbiamo preso un po’ di riposo per l’estate, solo che la nostra estate è durata un po’ più del solito…

Un po’ lo studio, un po’ il lavoro, un po’ il classico scazzo quotidiano ci ha fatto un pochino allontanare dal blog. Ma L’Arca è sempre stata nei nostri pensieri. Solo che da li non ce la facevamo uscire. Bene, riteniamo sia giunto il momento di farla uscire dalla nostra testolina e rimettere L’Arca al suo posto, ossia nell’oceano del web!

Tanto per riprendere il ritmo, abbiamo deciso di aggiornare la rubrica Consigli & Sconsigli, proveniente dritta dritta dall’Arca Forum.

Vi ricordiamo che tutti quanti possono creare un consiglio (o uno sconsiglio) sul Forum e vederselo poi pubblicato nell’Arca Blog: basta iscriversi nel nostro Forum, e consigliarci o sconsigliarci su qualche libro letto. Semplice no?

E ora basta chiacchiere, lo spazio è tutto per i nostri utenti!

 

MORIBITO

Semi-sconsiglio di Nick Truth

Genere: Fantasy

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Autore: Naoko Uehashi
Anno di edizione: 2009
Editore: Salani

 

Riassunto della Trama: Bella, terribile, profondamente esperta nelle arti marziali, Balsa è una guerriera. Attraversa il paese con una missione da compiere: salvare vite, proteggere adulti e bambini, per riscattare un passato pieno di ombre e di sangue. Mentre si dirige verso la città di Nuova Yogo, Balsa assiste a un incidente: il figlio secondogenito del Mikado, l'imperatore, precipita nel fiume in piena. Senza esitare, Balsa si tuffa per soccorrerlo. E quando riemerge con il suo prezioso fardello, il suo destino prende una svolta drammatica: la madre del ragazzo, la Seconda Regina, le rivela con le lacrime agli occhi che lo stesso imperatore sta tramando per uccidere il figlio, posseduto da un demone che minaccia il regno intero.
Balsa accetta la nuova missione: portare via il giovane Chagum, proteggerlo dai sicari che lo inseguono. E svelare il mistero di un'antica profezia, che racchiude in sé la vita e la morte della terra stessa. Un romanzo epico e avventuroso sullo sfondo di un Giappone medievale, dove le forze della natura si incarnano e segnano il destino dei mortali.

Valutazione

Trama
Trama lineare, senza colpi di scena o altro. Tutto va più o meno come potete immaginare: una guerriera mercenaria (o qualcosa di simile) viene incaricata di salvare il principino che sembra posseduto da un demone. Però capiamo fin dall'inizio che il demone che lo possiede non è malvagio, ma è in realtà un uovo che deve custodire e proteggere dal mostro che lo vuole mangiare. Per il resto il romanzo continua con una fuga, qualche piccola lotta, un lungo tempo in cui tre persone stanno rinchiuse in una grotta a nulla fare, con il principino che piange perchè proprio a lui capita questo triste destino e poco altro. Inoltre ci sono delle situazioni che non mi sono piaciute per niente, e che sono tipiche dei cartoni animati giapponesi, ossia che i personaggi stanno parlando di un altro personaggio e questo, che prima era assente (e che si credeva lontano) sbuca da dietro un cespuglio. Dovrei fare l'esempio per illustrarlo bene, ma non è il caso di prendere altro spazio. Banale, anche se comunque accettabile. Appena sufficiente.
VOTO: 12/20


Personaggi
Per carità. Balsa è la classica guerriera col passato triste, brava a combattere, impulsiva, lotta con tutta se stessa eccetera eccetera. Poi c'è il guaritore, Tanda. Tra Balsa e Tanda c'è una sorta di amore che non può sbocciare perchè Balsa è troppo impegnata a combattere, ha fatto un giuramento (che però non le impedirebbe di amare un uomo) ecc. Buoni, senza alcuna sfumatura, e sopratutto PIATTI. Poi c'è Chagum, il principino posseduto. Un piagnucolone, gli avrei messo fuoco. E Toragai: la saggia maestra. Personalmente me la sono immaginata come Genkai di Yu degli spettri.image

Poi ci sono altri personaggi come "I sapienti delle stelle", ma non sono per nulla approfonditi. Ci sono sicuramente libri peggiori in quanto a personaggi piatti, ma ce ne sono anche di migliori. Li ho trovati superficiali.
Voto: 7/20


Ambientazione

Qui il libro recupera decisamente. Lo scenario è ispirato al Giappone medievale, i paesaggi sono veramente bellissimi. Anche la struttura sociale è abbastanza accurata, con differenze di casta tra i vari membri della società. C'è anche una differenza tra la popolazione indigena del luogo e la popolazione che ha conquistato quella regione e che ora la domina. Anche per quel che riguarda l'elemento fantastico, la "magia" sono abbastanza soddisfatta, con il mondo diviso in due luoghi, uno materiale e tangibile dove vivono gli uomini e uno spirituale dove vivono gli spiriti. Non è una cosa originalissima, anzi, ma bisogna dire che l'ambientazione è vivida. Secondo me è il punto forte del libro.
Voto: 17/20


Stile, scrittura

Scorrevole. Scivola perfettamente. Non esalta, ma non disturba. Più che sufficiente.
Voto: 18/20

 

Struttura

Lineare, con capitoli dedicati ai diversi personaggi su scenari diversi (uno dedicato a Balsa e ai personaggi che le ruotano intorno, uno dedicato ai Sapienti delle Stelle, uno dedicato ai guerrieri del Mikado ecc.) Anche qui, scorrevole, non so quanto la struttura sia equilibrata, ma comunque il romanzo scorre. Direi più che sufficiente.
Voto: 15/20


CONSIDERAZIONE FINALE

Non è quel che si dice un brutto romanzo, ma è davvero lontano dall'essere un bel romanzo. Ci sono degli spunti interessanti, come il rapporto tra gli indigeni e i dominatori del regno, o anche nell'elemento fantastico delle creature del mondo dello spirito (anche se non so quanto sia esatto definirlo così), ma in generale è una lettura che scivola senza offrire niente di più che un passatempo. Non restano impressi i personaggi, non resta impressa la trama, giusto l'ambientazione offre qualcosina in più. L'ho letto circa un mese fa e lo sto già dimenticando. Dovrebbe essere il primo romanzo di una serie. A questo punto potreste chiedermi se leggerò anche gli altri. Probabile, ma sicuramente non li comprerò.


VOTO TOTALE: 66/100

 

Post originale e discussione

 

***

RAVE DI MORTE

Sconsiglio di Rorschach

Genere: Fantascienza

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Autore: Mario Gazzola 
Anno di Edizione: 2009
Editore: Mursia


Riassunto della trama: Siamo nel 2025-2026: ai tempi della Quinta Campagna Irachena, il noto critico musicale Less finisce dentro un gioco più grande di lui, che lo stritolerà. Ascolta in anteprima il nuovo disco della cantante Yoki Amor e scopre che si tratta di una voce di sintesi. Yoki Amor non è mai esistita. È solo l’inizio: qualcuno sta usando un suo brano inedito come inno di battaglia. Un intrigo dove la musica di tutti i generi, dall’hardcore al punk, al rock si mescola alle vicende di una società mondiale collassata.

Valutazione

Trama

La trama è uno dei punti deboli del romanzo. Il problema è che non sono riuscito a capire dove volesse andare a parare l'autore. All'inizio sembra un thriller ambientato in uno scenario futuristico, però già dalle prime pagine si evince movente e colpevole. Parallelamente si sviluppa la trama del "capro espiatorio" Lester Peels, critico musicale incastrato dalle lobby musicali, che risulta interessante almeno fino al finale, il quale però rimane "aperto". Forse è proprio il finale ad avermi infastidito. Mi ha lasciato con un senso di incompiuto. Come impostazione ricorda molto Dick (ci tornerò), ma se permettete lo scrittore statunitense aveva un'altra visionarietà.
Voto: 10/20

Personaggi

I personaggi sono l'elemento che più mi ha ricordato Dick. Lester Peels, Yorki Amor, la cantante Jana, sono tutti classici everymen, con le loro colpe e i loro segreti, schiacciati però in giochi di potere più grandi di loro, destinati a subire passivamente il destino che decisioni altrui hanno riservato loro.
Una nota stonata risulta però l'Innominato, ovvero il potente della casa discografica che tira tutti i fili. Non viene mai presentato se non dietro a un vetro oscurato, ordisce piani che influenzeranno moltitudini di persone, ma apparentemente solo per desiderio di profitto.Personaggio piatto nel termine assoluto. Allegoria delle multinazionali che influenzano (male) il destino del Mondo? Forse, ma di per sè il personaggio è inutile. Se non fosse stato presente e a tirare i fili fossero state genericamente le "lobby", la trama non sarebbe cambiata di una virgola.

Voto: 10/20


Ambientazione

Il libro viene presentato come cyberpunk. In verità, pur non mancando elementi ipertecnologi, l'ambientazione è molto più post-apocalittica.
In pratica l'autore prende tutti i problemi odierni (inquinamento acustico e ambientale, terrorismo, fanatismo religioso, ecc.) e li enfatizza in modo esponenziale, creando un futuro dominato da continui attacchi terroristici, rovine e popolazione con problemi fisici. Su tutto dominano le corporazioni commerciali (altro elemento dickesiano), con veri eserciti di guardie private che attuano tutti i mezzi leciti e illeciti per controllare il copyright (di tutto, dalla musica agli organi umani!).
Elemento a parte la prigione di Detroit, dove la struttura carceraria è la città stessa. Chiaro riferimento a 1997:Fuga da New York con Kurt Russell. Però possiamo parlare di citazione, dato che lo stesso autore fa riferimento al film. Comunque il carcere è la punta di diamante delle ambientazioni del libro, e fa rabbia che duri solo poche pagine.
Premesse non certo originali, ma nel suo complesso l'ambientazione risulta plausibile e intrigante. Avrebbe meritato un maggiore sviluppo.


Voto: 18/20


Struttura

anche qui niente di complicato. Il romanzo è strutturato in tre parti consequenziali cronologicamente. Il punto di vista è in terza persona onnisciente, quindi alcuni capitoli non sono dedicati a Lester Peels, che comunque rimane il protagonista principale.
Voto: 12/20


Stile

Nienta da annotare sullo stile: lineare, non eccessivamennte astruso nel descrivere gli elementi tecnologici, con un buon ritmo di narrazione.
Dialoghi plausibili e mai troppo lunghi. Descrizioni abbastanza accurate ma mai invasive.
Alcuni errori di editing.
Una mia considerazione personale: per descrivere gli attimi di sospensione (es. quando un personaggio rimane "senza parole"), l'autore usa i tre puntini "...".
Mio parere personale, ma io detesto questa scelta. La trovo artificiosa e poco letterale.

Voto: 8/20

CONSIDERAZIONE FINALE

Come già detto, ho trovato il romanzo "incompiuto". Dalla sinossi avevo pensato che la musica fosse la protagonista principale, invece risulta l'espediente (il "motore") per sostenere la trama. Non mancano certo citazioni e riferimenti al mondo della musica (il dumb-metal, Diamanda Galas, Brian One alias Brian Eno, qui presentato nelle vesti di un Phil Spector diabolico), nè critiche più o meno mirate verso l'industria discografica (la polizia anti-pirateria).
Il vero problema è che Mario Gazzola presenta un mondo con vaste possibilità, e alla fine non ne sviluppa neanche una. Per esempio, si sarebbe potuto sviluppare lo scontro tra le case discografiche e i pirati, o approfondire l'ecosistema del carcere di New York, o ancora le nuove correnti musicali (come il citato dumb metal, solo accennato nel libro).
Un'occasione sprecata. Per fortuna è solo il primo romanzo del giornalista e critico musicale, quindi ci sono ampi margini di miglioramento. Se deciderà di riprendere il suo scenario apocalittico gli consiglierei di lascar perdere le novelle alla Dick, e concentrarsi sui suoi punti di forza : la musica e il contradditorio mondo che ci gravita attorno

VOTO TOTALE: 58/100


Post originale e discussione

***

La biblioteca dei morti

Sconsiglio di Sweetbutterfly

Genere: Thriller

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Autore: Glenn Cooper 
Anno di edizione: 2009
Editore: Nord

Riassunto della trama: Questo romanzo comincia nel dicembre 782 in un'abbazia sull'isola di Vectis (Inghilterra), quando il piccolo Octavus, accolto dai monaci per pietà, prende una pergamena e inizia a scrivere un'interminabile serie di nomi affiancati da numeri. Un elenco enigmatico e inquietante. Questo romanzo comincia il 12 febbraio 1947, a Londra, quando Winston Churchill prende una decisione che peserà sulla sua coscienza sino alla fine dei suoi giorni. Una decisione atroce ma necessaria. Questo romanzo comincia il 10 luglio 1947, a Washington, quando Harry Truman, il presidente della prima bomba atomica, scopre un segreto che, se divulgato, scatenerebbe il panico nel mondo intero. Un segreto lontano e vicinissimo. Questo romanzo comincia il 21 maggio 2009, a New York, quando il giovane banchiere David Swisher riceve una cartolina su cui ci sono una bara e la data di quel giorno. Poco dopo, muore. E la stessa cosa succede ad altre cinque persone. Un destino crudele e imprevedibile. "Questo romanzo è cominciato e forse tutti noi ci siamo dentro, anche se non lo sappiamo. Perché non esiste nulla di casuale. Perché la nostra strada è segnata. Perché il destino è scritto. Nella Biblioteca dei Morti."

Valutazione

Trama

Non fate l'errore di farvi ingannare da questa sinossi. Ci sono sinossi pessime che non invogliano a leggere bellissimi libri, poi ci sono sinossi belle che invogliano a leggere pessimi libri, questo è il caso. Innanzitutto è un thriller, della peggior specie, con degli agenti federali in cerca di un assassino... e non sto a dilungarmi oltre. La trama è banale e scontata, i lampi di originalità si esauriscono in microsecondi. Inoltre non c'è un filo di coerenza.
 Voto: 5/20


Personaggi

Piatti. Son vari personaggi, anche perchè il libro non è su un unico piano temporale, oltre al nome di questi personaggi saprete ben poco. Qualche descrizione fisica spunta qua e là, ma non conoscerete mai questi personaggi, che agiscono e si muovono solo in funzione dell'autore, ma non hanno vividezza, non hanno carattere, non hanno un percorso logico nelle loro azioni.
Voto: 5/20


Ambientazione

All'inizio di ogni capitolo si trova qualcosa come "New York, 2009" o altre indicazioni di luogo e di tempo. Beh sono fondamentali. Non per altro, ci sono capitoli ambientati nel medioevo e non avrete altro modo di capire di essere lì che guardando questa indicazione. credo di aver reso l'idea.
Voto: 1/20


Stile, scrittura

Beh non ho mai letto un thriller scritto bene, ed è in parte per questo che non leggo molto questo genere, ma solitamente sebbene nelle prime 20 pagine si noti che sono scritti male ad un certo punto si viene catturati comunque dalla trama e ci si passa sopra, dimenticandosene. In questo caso no. E' scritto male come non leggevo da tempo. E l'autore non riesce a coinvolgerti abbastanza da non fartelo notare.
Voto: 5/20


Struttura

La struttura come ho già detto è su più piani temporali, e se al cinema funziona questa struttura perchè vedi anche che cambia ambientazione e tempo, nei libri l'autore dovrebbe fartelo vedere attraverso le sue parole. Beh non accade. Non fraintendetemi: non sono un'amante delle descrizioni, anzi, ma il mio ideale è Harry Potter, poche parole ma ti sembra di vivere a Hogwarts talmente è descritto bene. Questo zero, pessimo. Non so se le descrizioni son tanto banali da non farci caso o manchino... in ogni caso pessimo.
Voto: 2/20

CONSIDERAZIONE FINALE

Lo sconsiglio perchè son davvero delusa. ho aspettato un bel pò per leggerlo, e quindi ero carica di attese, e forse per quello il mio giudizio è tanto negativo. Certo, non avendo pretese, come lettura da spiaggia può andare, ma davvero superare tale cozzaglia di banalità è dura. Ho letto che qualcuno è stato colpito dalla genialata finale, beh che dire, mi spiace che le altre letture che hanno fatto siano state pessime per considerare la fine una idea brillante. Suspence inesistente, e un thriller senza suspence che è? poi il libro non spiega nulla, sulla biblioteca intendo e su chi l'ha creata, ma non voglio anticipare di più. Solo che proprio ci sono incoerenze, tasselli mancanti, cose veramente idiote, che uso definire americanate, ma vi lascio pensare cosa possano essere essendoci di mezzo servizi segreti ed fbi. Assolutamente lo sconsiglio. Certo, tenete presente che non è il mio genere, ma avrei superato tale handicap se fosse stato un bel libro. Ma quando mi si descrive una biblioteca solo come una serie di scaffali carichi di libri la mia tolleranza scende a zero.

VOTO TOTALE: 18/100

 

Post originale e discussione

***

tokio blues. Norwegian wood

Consiglio di Sweetbutterfly

Genere: Narrativa Generale

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Autore: Haruki Murakami
Anno di Edizione: 1987
Editore: Gargoyle


Riassunto della trama: Alla fine del liceo Kizuki si è ucciso. Ha giocato la sua ultima partita a biliardo con Toru, il suo migliore amico, ha vinto, è tornato a casa e si è suicidato. Kizuki avrà diciassette anni per sempre, ma la vita di Toru continua, a Tokyo, in un pensionato per studenti universitari. E' il 1968, la protesta studentesca divampa, ma Toru rimane ai margini, concentrato su un rigido programma (sveglia, colazione, lezioni, pranzo, studiare, lavoro part time, cena, dormire) che gli impedisce di perdersi, di precipitare nella spirale senza ritorno che ha risucchiato il suo amico. Anche Naoko, ex fidanzata di Kizuki, si è trasferita a Tokyo per studiare. Non ha più visto Toru dalla fine del liceo, ma lo incontra per caso in metropolitana. I due iniziano a fare lunghe passeggiate per le vie di Tokyo...


Trama

La trama è molto semplice. E' solo il racconto di alcune vite che si intrecciano, ma delle vite alquanto particolari. Ma viaggia su più piani temporali la storia, rendendola più intrigante.
Voto: 18/20

 

Personaggi

I personaggi sono ben delineati, anche se difficili da comprendere nei loro comportamenti, e sono personaggi estremamente fuori dagli schemi consueti.
Voto: 18/20


Ambientazione

È ambientato in Giappone, quindi ci sono particolarità stranianti per noi, anche se, se si è frequentato un pò il mondo di anime e manga, non si trova nulla di sconvolgente. In ogni caso non è l'aspetto migliore del libro probabilmente, anche se Tokyo in un certo senso è protagonista.
Voto: 15/20


Struttura

La struttura si fonda sul racconto del protagonista trentasettenne che ricorda un periodo della sua vita, mischia più piani temporali, talvolta anticipa qualcosa per poi riprendere in seguito, ma senza che questo impedisca un pò di suspence.
Voto: 18/20


Stile

Lo stile è molto personale, indaga a fondo dettagli che per altri sarebbero insignificanti, ma senza la pesantezza che una simile operazione potrebbe portarsi dietro.
Voto: 18/20

CONSIDERAZIONE FINALE

Consiglio la lettura perchè è una bellissima storia d'amore. Ma non è certo un romanzo rosa. E' un romanzo scritto con perizia, che ci riporta ad atmosfere orientali ma nelle quali tutti si possono identificare. In sottofondo sembra di sentire la colonna sonora che l'autore riporta. Sembra di sentire i beatles, e questo rende il romanzo molto meno estraneo pure per noi, non è un caso se è uno dei romanzi giapponesi più conosciuti in occidente.( Vero è che non sono tanti quelli pubblicati). E' un libro che spacca però: o piace o non si riesce nemmeno a terminarlo. E secondo me non è un cattivo segno, tutt'altro.

VOTO TOTALE: 87/100

Post originale e discussione

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una testa mozzata

Consiglio di Pisoloo

Genere: Narrativa Generale

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Autore: Irvine Welsh
Anno di edizione: 2008
Editore: Guanda


Riassunto della trama: "Una testa mozzata", ovvero l'amore secondo Irvine Welsh: una storia sboccatamente romantica, tragicamente spassosa e innocentemente matura, che l'autore di "Trainspotting" ambienta in un'anonima cittadina di una popolosa regione a nord di Edimburgo. A raccontarla in prima persona, alternando punti di vista e stili narrativi, sono i due protagonisti: Jason King e Jenni Cahill da Cowdenbeath, Fife centrale, Scozia. Lui, ventisei anni e poco più di un metro e mezzo d'altezza, ha archiviato le giovanili speranze di diventare un fantino professionista e si barcamena in un presente non troppo radioso da sottoccupato cronico e stella locale del subbuteo. Tra una partita e l'altra del "meraviglioso gioco da tavolo" e lavoretti più o meno leciti, Jason inganna la monotonia delle giornate di provincia ascoltando Cat Stevens, scolandosi quantità esagerate di Guinness e tampinando quasi ogni ragazza gli capiti a tiro. Da un po', però, a dare materia alle sue fantasie sono le morbide forme della dolce Jenni Cahill, la figlia danarosa di un discusso imprenditore della zona. Cavallerizza di scarso talento, con una passione per Marilyn Manson e vaghe aspirazioni suicide, lei non sembra tuttavia troppo entusiasta di ricambiare le attenzioni di quel "nanerottolo schifoso" di Jason. Ma si sa, le apparenze possono ingannare e al cuor non sempre si comanda, e saranno prima il caso e poi un tragico incidente a far scoprire ai due ragazzi di poter condividere qualcosa: il sogno di una nuova vita, lontana dal grigiore di ogni Cowdenbeath del mondo. 


Trama

La Trama può essere divisa in due parti dal “tragico incidente” di cui si parla nella quarta di copertina. La prima è caratterizzata dalla presentazione delle vite sfortunate dei due giovani protagonisti, in particolare attraverso il racconto di due rispettivi brutti incontri. La seconda parte può essere definita come quella della “scoperta”. E' una novità questa per l'autore e nel complesso è ben riuscita.
Voto: 14/20


Personaggi

Caratteristica dei romanzi di Irvine Welsh dal primo Trainspotting è l'uso della prima persona. Ed è sin da allora una scelta felice che avvicina i personaggi al lettore.
I protagonisti di questo romanzo sono due. Il racconto delle bizzarre vicende che li riguardano avviene quindi attraverso una sorta di flusso di coscienza infarcito dai coloriti e sboccati dialoghi di cui sono protagonisti. I personaggi risultano così assolutamente autentici, in una presentazione che va dai propri pensieri più bassi e vili fino a dimostrazioni di umanità, affetto, scoperta e amore. La novità di questi due personaggi rispetto ai precedenti eroi Welshiani sta nella trasformazione che hanno nella seconda parte della storia in conseguenza delle vicende accaduta.
I personaggi secondari, familiari e conoscenti dei protagonisti, non sono tutti riuscitissimi. Fossero tutti riusciti come il padre di lui sarebbe stato meglio.
Voto: 14/20


Ambientazione

L'ambientazione curata dovrebbe essere uno dei punti di forza del romanzo visti i luoghi border line e caratteristici dove si svolge il romanzo. I luoghi frequentati pub, maneggi e strade cittadine sembrano meno vive che nei romanzi precedenti. Mi sembra non siano curati benissimo i personaggi (che sono semplici comparse nella storia) che avrebbero potuto rappresentare meglio i luoghi frequentati e rendere la narrazione ancora più divertente. Quindi non male in assoluto ma neppure così positiva.
Voto: 13/20


Stile, scrittura

Il romanzo è scritto tutto in slang. Il che dovrebbe essere la traduzione del linguaggio giovanile e sboccatissimo usato nel FIFE un sobborgo a nord di Edimburgo. Nella prima parte risulta un minimo pesante per l'incomprensibilità di molti termini usati. Ma velocemente si prende la mano e tutto risulta più chiaro. A mio parere lo stile è uno dei punti di forza dei romanzi di Welsh compreso questo. Facilmente si familiarizza col linguaggio dei due protagonisti-narratori e la ripetizione dei termini usati come intercalare dai protagonisti da vividezza allo stile e rende scorrevole la narrazione. inoltre il linguaggio caratterizza i narratori anche come personaggi. Insomma se si supera il fastidio che possono dare le continue parolacce si giunge alla conclusione che Irvine è un autore che Sa Raccontare.
Voto: 17/20

 

Struttura

Niente di troppo particolare da segnalare. L'intreccio è quasi lineare. L'uso dei narratori alternati (un capitolo l'uno e un capitolo l'altro) amplia le prospettive della storia calandoci al meglio all'interno della storia.
Voto: 13/20


CONSIDERAZIONE FINALE

Consiglio questo libro a tutti gli amanti dell'autore, ma in particolare a quelli che lo apprezzavano benché non amassero il pessimismo nichilista che appariva nei suoi precedenti romanzi rispetto a cui in questo romanzo non si apre solo uno spiraglio ma per lo meno un porta.
Consiglio questo libro a chi, volesse leggere un autore che scrive bene, ma non venga infastidito da una quantità industriale di parolacce. Se volete leggere Welsh ma non sapete da cosa iniziare scegliete questo se preferite un libro che sia positivo. Se invece preferite un libro che vi faccia ridere di un umorismo nero o un libro su droga e drogati partite da altri. Non che qui non siano presenti ma è meglio altrove.

VOTO TOTALE: 71/100

 

Post originale e discussione

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lunedì 10 agosto 2009

I film della settimana: dal 7/08/2009

I film della settimana: dal 7/08/2009

Beh, che dire, questa settimana un’unica uscita: se vi piace bene, se no mare!

Flash of genius

378397 Regia: Marc Abraham

Sceneggiatura: Philip Railsback

Attori: Greg Kinnear, Lauren Graham, Dermot Mulroney, Alan Alda, Mitch Pileggi, Aaron Abrams, Daniel Roebuck, Chuck Shamata, Bill Smitrovich, Jake Abel, Shae Norris

Fotografia: Dante Spinotti

Montaggio: Jill Savitt

Produzione: Universal Pictures, Spyglass Entertainment, Strike Entertainment, Intermittent Productions

Distribuzione: Universal Pictures

Paese: USA 2008

Uscita Cinema: 07/08/2009

Genere: Drammatico

Durata: 119 Min

Formato: Colore

E' la vera storia di Robert Kearns, professore universitario e inventore part-time, e della sua lunga battaglia contro le compagnie di automobili statunitensi, che egli accusa di aver rubato la sua idea per il tergicristallo intermittente.

Non ho trovato pareri della critica, e non me la sento di dare nemmeno il mio, è l’unico in uscita, che dire, complimenti per il coraggio.

http://comingsoon.it/video.asp?key=47343|2906

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La trama è presa dal sito Comingsoon e riportata integralmente.

 

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